Quando osserviamo un quadro, la televisione o una fotografia percepiamo la sensazione di profondità solo attraverso processi di stereopsi secondaria (si veda La visione tridimensionale o stereoscopica); utilizzando una sola vista, non sfruttiamo, quindi, le ben più preziose possibilita' offerte attraverso i nostri due occhi dal processo di stereopsi primaria che sfrutta le differenze tra due (lievemente) diversi punti di vista di una stessa scena.
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L’inglese Charles Wheatstone, negli stessi anni della scoperta della fotografia (intorno al 1830), inventò uno strumento che poteva superare questa limitazione della rappresentazione monoculare e lo chiamò stereoscopio.
Diverse versioni di questi strumenti si possono ancora oggi trovare nelle fiere di antiquariato o in quelle dei fotoamatori.
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Stereoscopio di Holmes
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L’idea di base era sicuramente semplice: scattare due foto che corrispondessero a quanto registrato da ciascuno dei nostri due occhi e fare in modo che il nostro occhio sinistro vedesse la sola immagine sinistra e l’occhio destro la destra; in questo modo il cervello "ingannato" poteva fonderle insieme restituendo il senso della profondità.
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Stereoscopio di Brewster
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L'arrivo del Presidente McKinley a Los Angeles (1901)
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In tempi in cui la televisione non era stata ancora inventata e non era sicuramente agevole viaggiare per il mondo, le famiglie di fine ‘800 e inizio ‘900 si radunavano davanti ad apparecchi stereo e fantasticavano delle Piramidi, del Foro di Roma o delle cascate di Yosemite.
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L’apice della popolarità per le immagini stereoscopiche si raggiunse verso la metà degli anni ’50 dello scorso secolo con la vendita di 100 milioni di View-Master e di oltre un miliardo di “rotelle” per la visualizzazione di immagini di ogni tipologia di contenuto.
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View Master
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Fotocamere stereoscopiche sulla Mars Rover
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A distanza di quasi due secoli dall’introduzione dello stereoscopio sono stati fatti passi da gigante nell’industria dell’intrattenimento cine-fotografico che sono sotto gli occhi di tutti ed è anche molto più facile ed economico viaggiare (specie se si evitano i periodi di punta).
La Stereoscopia non e' solo Arte ma viene utilizzata anche per scopi scientifici.
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L’uomo arriva sulla Luna, anzi no, perfino su Marte e utilizza sofisticatissimi metodi per rappresentare il piatto paesaggio marziano.
Quali? Due macchine fotografiche leggermente distanziate tra loro, poste in orizzontale con gli assi paralleli. L’insegnamento di Sir Charles Wheatstone è ancora tremendamente attuale.
A proposito, chi fosse interessato agli anaglifi di Marte può dare un’occhiata alla nostra Galleria o a diversi siti tra cui JPL-NASA
Segnaliamo inoltre alcuni interessanti siti di ricercatori indipendenti:
Pianeta Marte di Matteo Fagone L'occhio di Deimos - Space Freedom di Alessio Feltri.
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